Venissa

Cantina in Piave, Venezia

La Cantina

Gianluca Bisol ha visto un piccolo vigneto in un giardino di fronte alla Basilica di Santa Maria Assunta, la chiesa più antica di tutta Venezia, situata sull'isola di Torcello. La sua curiosità fu stuzzicata e dopo aver conosciuto Nicoletta, che si occupava del giardino, iniziò a fare ricerche storiche e agronomiche sulle viti. Scoprì che le isole veneziane avevano un'importante tradizione viticola e che avevano sempre ospitato molti vigneti fino al 1966, anno della grande alluvione che distrusse i vigneti, facendo perdere ogni traccia di questa tradizione millenaria. Le ricerche che iniziò portarono alla riscoperta di una varietà autoctona, la Dorona di Venezia, che nel corso dei secoli si era adattata alle condizioni salmastre della laguna.

Grazie a un team di agronomi ed esperti di storia lagunare, sono state ritrovate le ultime 88 piante di vite sopravvissute all'alluvione. Nel corso della ricerca, gli esperti hanno incontrato Gastone, un contadino che produceva una piccola quantità di vino per la sua famiglia e utilizzava i metodi di vinificazione tradizionali della laguna, tra cui la lunga macerazione delle bucce che conferisce a Dorona la sua impressionante longevità. Successivamente, Roberto Cipresso e Desiderio Bisol, enologi di Venissa, furono ispirati a produrre un vino bianco con il corpo e la struttura di un rosso. Qualche anno dopo, il sogno di Gianluca Bisol divenne realtà quando trovò una tenuta sull'Isola di Mazzorbo, a pochi passi dall'isola di Burano. Si tratta di una piccola tenuta circondata da mura medievali e da un campanile del XIV secolo situato nel vigneto. Il terreno è un terreno che si può definire estremo e gli agronomi sconsigliavano di piantarvi la vite a causa dell'alto contenuto di sale.

Nonostante questo consiglio e il rischio che le acque alluvionali potessero distruggere il vigneto, come accadde nel 1966, Gianluca Bisol decise di reimpiantare l'antica varietà, incoraggiato dalla storia della tenuta, che fu coltivata a vigneti a partire dal 1300 e divenne anche una cantina nell'800 e continuò a produrre vino fino all'alluvione del 1966. Augusto Scarpa, proprietario della cantina tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900, fu uno dei primi enologi italiani. La prima annata di Venissa Bianco è stata introdotta nel 2010; sono state prodotte 4480 bottiglie, introducendo così Dorona di Venezia nelle più importanti cantine del mondo. Negli anni successivi, Venissa è diventato un vino di culto e si è classificato ai primi posti nelle più importanti guide e pubblicazioni del settore vinicolo, grazie anche al crescente interesse per i vini macerati. La mineralità e le note forti del terroir salato della Venezia Nativa sono ciò che più attrae gli amanti del vino, creando in queste condizioni irripetibili un vino unico al mondo.

I Vini

La Dorona di Venezia è un'antica e rara uva bianca originaria della laguna di Venezia. Nota per la sua naturale resistenza alla salinità e alle periodiche inondazioni, la Dorona era un tempo ampiamente coltivata in tutte le isole, fino a quando la devastante alluvione del 1966 non l'ha quasi spazzata via. Per decenni la varietà è stata considerata perduta.

Nel 2002, Gianluca Bisol ha riscoperto le ultime viti di Dorona sopravvissute sull'isola di Torcello. Con l'aiuto di agronomi e storici locali, iniziò l'ambizioso progetto di far rivivere quest'uva unica. Il sito ideale fu trovato sull'isola di Mazzorbo, vicino a Burano, dove fu piantato un vigneto murato nonostante le condizioni difficili.

Da questo vigneto è nato il Venissa Bianco, un vino bianco macerato con la struttura di un rosso, prodotto con metodi di vinificazione tradizionali che prevedono un lungo contatto con le bucce. Il vino esprime l'intensa salinità, la mineralità e l'identità del suo terroir: la Venezia Nativa. Si tratta di un vino raro e complesso che è diventato un'etichetta di culto per i collezionisti e i sommelier di tutto il mondo.

Altrettanto iconica è la bottiglia Venissa, realizzata in collaborazione con la famiglia di vetrai muranesi Spezzamonte. Ogni bottiglia è caratterizzata da un foglio di foglia d'oro a 24 carati applicato a mano - la "foglia d'oro" - che viene poi inciso con il disegno specifico di quell'annata (che cambia ad ogni vendemmia) e viene firmato e numerato sempre a mano.

Venissa è più di un vino: è la rinascita di un'uva dimenticata, l'anima di un luogo unico e un mix di agricoltura, arte e patrimonio.

Prenota un'Esperienza

Thumbnail Venissa: scopri il vino unico del vigneto murato di Venezia
Veneto, Venezia, Venezia Città - (Piave, Venezia) 45 Minuti Min 1, Max 12
5 (1 Recensione)
Da €45

Dove siamo e come raggiungerci

Ottieni indicazioni

Recensioni degli utenti (1)

Storia bellissima in un luogo incantato
11/1/25
Un’ esperienza da fare, soprattutto per gli amanti della storia del vino in luoghi eroici. Le vigne murate sono un luogo davvero bellissimo, un’atmosfera incantata, con il piacevole accompagnamento della sommelier Chiara.
Davvero un'esperienza emozionante.

Luigi

Risposta da Venissa

Gentile Luigi,
grazie per le belle parole, il nostro obiettivo è regalare un'esperienza superiore alle aspettative all'interno di un contesto che, giustamente, ha definito incantato.
Grazie e a presto