Il piacere di essere accolti
Appena arrivi, ti accorgi subito di non essere in una di quelle aziende patinate da copertina. Passato il cancello d’ingresso, sei subito immerso nella realtà delle imprese vinicole, con filari che quasi ti seguono nel tuo breve inerpicarti su per la collina, offrendo verso la metà un piccolo spiazzo all’ombra di alberi, da dove puoi ammirare la bellezza del paesaggio.
Non ci abbiamo messo molto ad arrivare alla fattoria, sita a metà collina, ed ancora meno per essere accolti dai proprietari. Si tratta di una famiglia di origini miste, sarde e tedesche, stabilmente in Toscana da due generazioni. Ti accorgi subito di quanto ciò sia importante: la famiglia è chiaramente legata al territorio da un amore intenso, che riversano nei loro prodotti. E questo amore fa sì che cerchino continuamente di migliorare e migliorarsi.
Poco dopo l’arrivo ed aver scambiato due parole, siamo entrati in un basso edificio chiaramente rinnovato da poco. L’atmosfera è calda ed accogliente, e traspira un senso di praticità contadina. Dopo poco, è iniziato un tour tra vini di qualità, pane carasau, olive, salumi, formaggi e le storie della famiglia e dei suoi prodotti. Dopo un bianco ed un rosato di discreta qualità, abbiamo proseguito con un rosso “di pronta beva” chiamato Don Lucifero. Pur essendo abbastanza semplice o forse proprio per quello, è piaciuto particolarmente sia a mia moglie sia a me. A seguire, abbiamo assaggiato un Morellino ed un vino chiamato Aione. Che dire, il Morellino è il Morellino. Anche qui, nulla che si avvicini per complessità ad un vino Piemontese (Nebbiolo, Barolo), ma proprio per questo si tratta di un vino che abbini molto più facilmente ai piatti di oggi. Tra i cinque che ho assaggiato, è quello che mi è piaciuto di più. L’ultimo del lotto, chiamato Aione, è decisamente il più strutturato e complesso, e forse per questo mi è sembrato meno interessante degli altri due che ho nominato.
Sia come sia, l’esperienza è stata molto gradevole ed alla portata di gente come me e mia moglie, bevitori molto occasionali e - non ci vergognammo a dirlo - decisamente poco esperti di vino.
La raccomando senz’altro!
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